Il setaccio (farnaru) nuovo non so dove appenderlo. Deriva dal latino farinariu(m), ad indicare a setacciare le farine o altri composti granulosi per determinarne la finezza. Un utensile molto usato dalle massaie per preparare il pane e altri alimenti a base di farina. Il proverbio nel contesto sociale ha il valore di apprezzamento di un bene così importante che mette in difficoltà il possessore sui modi di custodia dello stesso, al punto di non sapere dove appenderlo per preservarlo da eventuali ammaccamento e/o danni. Con il termine dialettale viene anche indicato il setaccio ad uso esclusivo dei muratori per la preparazione della malta per una sua composizione di omogeneità. Nel Museo della Civiltà contadina e delle tradizioni popolari del Salento è esposto un farnaru del XVIII secolo in pelle di cane bucherellata con un ago arroventato in modo da riprodurre una figura d’animale.

Setacciare è un’operazione di pulizia, di purificazione, di deduzione, di giudizio, di dimostrazione, necessaria a premettere e a trarre conclusioni. Socrate, prima di parlare, invitava a domandarsi se quanto si ha intenzione di dire fosse vero, buono e utile. Il moralista, l’arrampicatore sociale e politico, il faccendiere, il malfattore, non si attengono a questa regola fondamentale ed essenziale per declinare fatti e intenzioni attinenti alla verità. Nel parlare sovente si dimentica la ‘clamorosa originalità’ del dire. Presentare agli altri ciò che conviene è un pratica diffusa di malcostume. Si offende e si giudica senza una ben definita logica. Le interpretazioni di taluni personaggi sono strumentalizzanti, parziali, diverse dalla verità. Si squarta il bue per ricavarne bistecche da cucinare a modo proprio. Le bistecche non fanno il bue, soprattutto il bue vivo, che pascola nei prati (S. Giametta). È evidente che in tal modo non si instaura un percorso positivo veritiero in cui prevarrebbe il verbo dell’onestà, si pratica invece la tecnica della menzogna che colpisce e irradia raggi di odio e di inganni. Una goccia diventerebbe un oceano, un’isola un continente, un palazzo una casetta.

Il setaccio (farnaru, per noi salentini) dovrebbe in uso sfoltire e porre attenzione nel non esagerare nel ‘dire di meno’ o nel ‘dire di troppo’.

28/11/2023

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