La morte di Giulia Cecchetin è l’ennesima tragedia che si annuncia con indignazione e rabbia. Cerimonie di silenzi e di rumore si susseguono in tutte le scuole. L’immancabile fiaccolata con striscioni e candele viene riproposta a significare vicinanza e solidarietà. Troppe cose accadono nel nostro Paese e troppe sono spettacolarizzate, macinate nel sentimento di occasione e di circostanza. Infine, c’è il richiamo alla scuola al solo fine di rimediare l’educazione che è svanita nel nulla. Abbiamo allora l’esigenza di attivare percorsi di ‘educazione alla legalità’, ‘educazione sessuale’, ‘educazione affettiva’, ‘educazione digitale’, ‘educazione finanziaria’; alcuni riterrebbero che questi percorsi dovrebbero diventare vere e proprie materie scolastiche. Può la scuola, soltanto la scuola, farsi carico della formazione di un giovane? Le famiglie? Si ignora che la scuola già propone – attraverso le letture delle opere di Dante, Omero, Pascal, Leopardi e tanti altri – insegnamenti su emozioni, affetti, doveri, diritti, bene e male, sessualità. C’è tanto materiale nei programmi scolastici. Forse chi ne invoca altri non conosce i piani di studio. Invocare, chiedere, istituire, verbi comodi per questioni scomode. Il sapere è sempre connesso alla vita. Nelle pagine di filosofi, scrittori, scienziati, artisti, c’è la vita, c’è la responsabilità del vivere, la concezione del rispetto.

Sono assenti le famiglie nell’educazione dei propri figli. Equiparare tutto non è un bene, padri e madri che si considerano amici dei figli, (figli iper-protetti, figli educati al consumo, feste grandiose di compleanni con fuochi d’artificio, cellulari e auto di lusso). Quale misura? Nessuna. Una misura estendibile all’esigenza di accontentare tutti ad ogni costo. I no che educano neanche a parlarne. Un cinque in una materia scatena l’ira dei genitori, ricorrendo anche al Tribunale. Tutti eccellenti e bravi, appaiono. Forti nei social, deboli nelle cose della vita che contano. La parola d’ordine per tutti è ‘Easy’ (facile). Il sacrificio non esiste. Tutto deve essere facile. Se tutto, quindi, deve essere facile allora si abbia almeno la decenza di chiedere e di pretendere sempre qualcosa che possa risolvere i problemi, dimenticando che c’è già un qualcosa che può aiutare, l’educazione di stare al mondo. Andrebbe soltanto impartita.

22/11/2023

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