L’ipocrisia è uno dei problemi cronici della società attuale. La sua diffusione non conosce confini, si sparge ed è presente dappertutto in tutti i livelli sociali. Ipocrisia vuol dire sostenere una parte, recitare, fingere, simulare virtù e buoni sentimenti, guadagnare simpatia o i favori di una o più persone. Dietro o dentro l’ipocrisia, naturalmente, si nasconde l’inganno. Il desiderio di apparire immune da difetti costringe molte persone a mentire, a mostrare nei fatti e nelle parole cose diverse dalla realtà.

L’ipocrita è un attore che sa tenere ben nascosti i propri sentimenti per apparire conforme al comportamento corretto. Ad esempio, tutti mostrano attenzione alla buona educazione e a mostrarsi bene educati, ma spesso infrangono il confine esistente fra ipocrisia ed educazione. In tutti gli ambiti essa prevale: lavoro, religione, politica. In quest’ultimo ambito l’ipocrita dà il meglio di sé stesso, facendo promesse inneggiando alla correttezza e all’attenzione verso i cittadini, al solo fine di produrre consensi.

L’ipocrisia si contrappone alla coerenza, virtù molto rara di questi tempi. L’attenzione riservata alla scelta delle parole giuste è molto elevata per radicalizzare la ‘cultura del piagnisteo’ in una società in cui non si può bocciare a scuola e in cui tutti potrebbero avvertire su di essi la discriminazione per qualcosa. Nessuno deve urtare la suscettibilità di nessuno, pertanto un determinato conformismo è ritenuto comodamente indispensabile in linea con quello che dice la gente.

Con l’ipocrisia si  tende a diluire la verità in modo soft e senza tanti traumi. Si offe una rappresentazione alterata della realtà, che stride con la percezione delle persone. Nella quotidianità gli ipocriti sfumano i toni della criticità, illudendosi che i conflitti si possano spegnere definitivamente, magari con una bella pacca sulle spalle oppure con un bel sorriso platico che non sconviene. Gran bella vita quella dell’ipocrita, nella quale sono sempre in primo piano i presupposti di convenienza e di interesse, senza mai fastidiare il prossimo.

Con le belle parole si ottiene tutto, l’ipocrita lo sa bene. Tuttavia, esse sono un analgesico con effetti collaterali di una certa importanza, rallentano la realtà ma non la curano. Le contraddizioni non si contano tanto da apparire oltraggiose dal punto di vista morale. La vergogna è venuta a mancare. E i moralisti, che tuonano come cornacchie contro l’ipocrisia, spesso mostrano di zoppicare anch’essi da entrambe le gambe.

Foucault in Discorso e verità nella Grecia antica pone i quesiti: Chi è colui che può dire la verità? E quali rischi corre? Quanto gli può costare il suo parlare chiaro? E ancora: qual è il rapporto tra la verità e il potere? Deve coincidere, il dire la verità, con l’esercizio del potere, o deve essere un’attività del tutto indipendente e separata? Il filosofo francese mette al centro delle sue domande il termine parresia, che connota nella lingua greca, l’attività di colui che dice la verità. 

La parresia è un’attività verbale in cui un parlante esprime la propria relazione personale con la verità, e rischia la propria vita perché riconosce che dire la verità è un dovere per aiutare altre persone (o se stesso) a vivere meglio. Verso la fine del V secolo a.C., nella Grecia, la verità comincia ad essere percepita come un problema. Anzi, secondo il filosofo francese, il problema della verità è l’elemento che caratterizza la fine della filosofia presocratica e l’inizio della filosofia così come oggi noi la conosciamo. Foucault nel 1983 nel corso tenuto a Berkley, dedicò l’ultima lezione alla cura di sé, prassi caratterizzata da uno specifico rapporto con la verità attraverso la franchezza: l’individuo deve trovare il coraggio e la determinazione di dire il vero, modi per dare dignità e coerenza alla propria esperienza.

Pensandoci e ripensandoci si corre il rischio di far gravare infiniti punti interrogativi sul capo di ogni essere umano, i quali per natura tendono alla quiete e alla comodità. Soltanto belle parole in un verso diverso o – magari – contrario?

28/02/2024

 

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