Pasqua è abbondanza, rinascita, resurrezione, doni. Il Salento perpetua la tradizione te li paníri (anche nella variante, panièri), manufatto di palme con dentro cioccolatini e uova, che l’usanza vuole che si regali alle persone care la Domenica delle Palme. Sulla etimologia del termine, Rohlfs – a suo tempo – aveva liquidato nel suo Dizionario, la traduzione in italiano assimilabile a ‘festa religiosa popolare’. Festa, dunque: ne sono la prova la festa te lu panièri a Galatone, lu  paníri te e site di Palmariggi, la festa te lu panièri presso l’Abbazia di Santa Maria di Cerrate (Lecce), e altre.

Lo scavo etimologico del termine, secondo lo studioso Armando Polito*, conduce a ritenere che il lemma derivi dal greco classico, poi passato nel greco bizantino, approdato al latino medievale (panièrum) e infine al dialetto salentino panièri/paníri.  Una evoluzione etimologica complessa che comunque ci fornisce la derivazione di ‘festa’ e pertanto non va confuso con il lemma panaru (dal latino panarium, cesto per il pane).

Resiste ancora oggi a Tuglie e in molti paesi del Salento la tradizione te lu paníri, il dono che s’innesca nel giusto amore per rafforzare il legame fra tutti nel giorno della Domenica delle palme.  Allora, non si può non dare il giusto riconoscimento a colui che per cinquant’anni, con la sua bancarella posta a ridosso della Chiesa matrice ha propiziato il rito te lu paníri tugliese, Americo Falco, che con la sua gamba un po’ storta e un po’ claudicante ha sempre saputo muoversi con destrezza nei desideri dei tugliesi. Personaggio folcloristico e al contempo tuttofare nell’ambito te le nzagareddhe (cianfrusaglie); archivio vivente della memoria dei fatti minimi della storia della comunità, la sua vita meriterebbe una sceneggiatura di un film.

Americo nelle occasioni che contavano è stato sempre presente, non soltanto nelle feste tugliesi, ma anche nelle piazze più importanti del Salento con la sua mercanzia varia e nutrita: francobolli, giocattoli, libri vecchi, costumi da carnevale, coriandoli, carillon, cartoline d’epoca, pupazzi di ogni genere, biglie, pennini e quaderni d’epoca, tazze, medaglie.

Il tempo però passa… Americo oggigiorno accusa un po’ di stanchezza e va supportato: il figlio Gaetano (imprenditore) ne ha raccolto il testimone e con la sua consueta calma ed educazione porta avanti la tradizione di confezionare li paníri, coadiuvato dai fratelli Paride e Alessandro, nonché da tutti gli altri familiari.

La tradizione perpetuata da Americo prosegue, Tuglie non si farà mancare la suggestiva bancarella te li paníri per i prossimi anni; diciamo allora che la Pasqua è davvero garantita con il Santo protettore Americo te le Palme.

 

30/03/2026

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*A. Polito, A proposito di paníri/panièri, in Fondazione Terra d’Otranto, 2012 (www.fondazioneterradotranto.it/2012/09/30/a-proposito-di-paniripanieri/).

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