Desmond teneva un posto fisso al mercato delle rose ed Anna ogni giorno esigeva per sé la rosa più bella: era paradiso tutt’intorno.
Un giorno, Anna non giunse, come sempre alla stessa ora; neanche i passeri si posero sugli alberi.
Desmond  vide appassire le sue rose e una goccia di vento sui suoi occhi accennò un presagio di pianto.
Anna era cielo e simulava un desiderio.  Anna dai passi leggeri e incerti anelava un canto di primavera, ma era  l’inverno ad incombere con un canto di dolore.

Desmond praticava immagini di ricordo come gradini per altri sogni, aprendo come un ventaglio le cose non dette, taciute per pudore, nel dolce intervallo delle distrazioni. In fondo, pensava, non amiamo mai nessuno, amiamo solamente l’idea che ci facciamo di qualcuno. Anna in cielo, Desmond in una vita diversa da concludere, sapendo che la felicità è fuori dalla felicità.

30/08/2024

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