Ogni sera d’estate a Tuglie comparivano sul ciglio della via, sedute sulle sedie di paglia, Ata, Picia e Totu che coloravano di ‘culacchi” l’eterno tempo del Salento. Oggi durante la manifestazione della Corrida, organizzata dalla Pro Loco, con il patrocinio del Comune di Tuglie, Cosimo Rizzo, Gianluca Marrella e Maurizio Quarta riproporranno quelle colorite conversazioni di un tempo in dialetto salentino.

Il dialetto alimenta incontri e condivisioni ancora oggi. Nei rapporti di amicizia e di vicinato esprime l’essenza dei valori della vita, dà l’input alla manifestazione di ogni sentimento. Il dire e il fare dei salentini con la loro mimica ed espressione vivace dell’oralità trasformano ogni cosa in un esemplare di saggezza, ma anche in un rifiuto o condanna di ingiustizie. I salentini hanno ardite fantasie e un’immensa umanità che nelle parole rendono simpatico e accettabile anche le situazioni imbarazzanti.

Le vie del paese si popolavano di gente per far tutto: ricamare, chiacchierare, preparare la salsa, ‘malangare’ in piena libertà senza alcun limite, senza pudore. Il libro della vita di strada si alimentava di storie, fatti, circostanze insolite con giochi di parole che si disperdevano fra le urla dei bambini intenti a giocare. Un crogiolo di vita si formava nell’ozio di un pomeriggio o di una sera calda d’estate nella quotidianità di un folclore suggestivo. Tutto si dileguava in una verità diversa, altra, in un mistero che apparteneva interamente alla gente di una volta.

Storie, quindi, di un tempo che scandivano le ore lente e calde dell’estate, ma che rinfrescavano lo spirito e la voglia di condividere gioie e dolori, speranze e progetti. Ata, Picia e Totu ripropongono i ‘culacchi’ di una volta, quando era difficile tracciare la linea di confine tra il vero e il falso, ma tutto verteva a rendere meno faticosa la vita.

18/08/2025

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