Theodore il poeta

Da ragazzo, Theodore, tu sedevi per lunghe ore
sulle sponde del torbido Spoon
con gli occhi incavati a fissare l’entrata
della tana del gambero,
in attesa che apparisse, spingendo avanti,
prima le antenne ondeggianti, come paglie di fieno,
e subito dopo il corpo, color della steatite,
ingemmato di occhi nerolucenti.
E ti chiedevi in un’estasi del pensiero
che cosa sapesse, che cosa desiderasse, e perché mai vivesse.
Ma poi il tuo sguardo si fermò sugli uomini e sulle donne
che si nascondono nelle tane del destino nelle grandi città,
aspettando l’uscita delle loro anime
così da poter vedere
come vivono e per che cosa,
e perché continuano così alacremente a strisciare
lungo la strada sabbiosa dove manca l’acqua
quando l’estate svanisce

(Da Antologia di Spoon River, Edgar Lee Masters)

 

Theodore era poeta e sulla sponda del torbido Spoon* osservava la tana del gambero nell’attesa che apparisse, per carpirgli qualcosa del suo pensiero. E si chiedeva che cosa il gambero pensasse del mondo ristretto e finito in cui era costretto a vivere, e ancora che cosa sapesse e perché mai vivesse.

Poi lo sguardo è per gli uomini e le donne che si nascondono nelle tane delle grandi città. Si nascondono e non si riparano nella tana come il gambero. La vita del gambero è scandita da regole dettate dalla natura, non sfugge ad esse, le interpreta e le segue per tutto il corso della sua vita. Si ripara nella tana non per tramare, ma per vivere. Theodore il poeta vuole capire la vita degli uomini, che è più complessa e travagliata, segnata dal destino, e attende che le loro anime escano dalle tane così da potere vedere come vivono e per comprendere cosa li spinge a strisciare sulla strada sabbiosa allorquando l’acqua non c’è e l’estate è svanita, alla stessa maniera dei gamberi. Può sembrare un paradosso, ma non lo è, è rappresentata invece l’incapacità degli uomini di non comprendere quando la stagione della vita volge al termine.  Il gambero presenti sin dall’antichità sulle tavole dei banchetti simboleggiano la rinascita e la resurrezione, ma anche l’instabilità, per la loro caratteristica deambulazione fatta di avanzate e arretramenti apparentemente immotivati, secondo alcune interpretazioni essi incarnano il peccato e addirittura il demonio che si ritiene cammini all’indietro.

Edgar Lee Masters  (Garnett, 23 agosto 1868Melrose, 5 marzo 1950).

 

 * Lo Spoon è un fiume degli Stati Uniti, affluente dell’Illinois. Scorre per un lunghezza di 257 chilometri. È noto per aver dato il nome alla città immaginaria presente nell’opera poetica Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters del 1916.

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Altri testi tratti dall’Antologia di Spoon River

– Minerva Jones   https://www.elioria.com/poeti/minerva-jones-non-era-bella/

– Roger Heston    https://www.elioria.com/poeti/roger-heston-vittima-del-libero-arbitrio-della-mucca/

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