È primavera e non si poteva scegliere stagione migliore per la giornata mondiale della poesia.

In tutto il mondo oggi e domani la poesia viene festeggiata per promuovere, divulgare e ricordare questa forma di espressione che continua a dare respiro alle nostre emozioni quotidiane.

La poesia fa due cose: manda messaggi e li confeziona con una perizia tecnica e linguistica vera o illusoria, per distinguersi dai messaggi della comunicazione ordinaria.

“I poeti lavorano di notte” (Alda Merini)

I poeti lavorano di notte

quando il tempo non urge su di loro,

quando tace il rumore della folla

e termina il linciaggio delle ore.

I poeti lavorano al buio

come falchi notturni od usignoli

dal dolcissimo canto

e temono di offendere Iddio.

Ma i poeti, nel loro silenzio

fanno ben più rumore

di una dorata cupola di stelle.

Poesia dolce, rassicurante, interpretativa del ruolo del poeta.

Merini dà una descrizione serena del poeta che seppure timoroso di Dio, tenta di scoprire i misteri della vita, in un momento in cui il tempo non ha urgenze sul fare degli uomini e il rumore è spento dal buio della notte.

La poetessa ci confida i segreti dei poeti e ci dice che lavorano nel buio come uccelli notturni, o come gli usignoli dal canto soave, quando le ore sembrano non esistere.

Mai superbi e col capo chino sulle carte temono di offendere Dio, ma con le loro parole fanno più rumore delle stelle, scuotono gli animi, producono un corto circuito emozionale.

E per i poeti la vita, per quanto lunga, sarà sempre breve.

Alda Merini aveva ancora tante cose da dirci, ma non ce l’ha fatta. È scomparsa con le dita gialle per decenni di nicotina, con il sorriso ironico, dolce, sensibile e con il suo demone della follia, o meglio della poesia.

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