Nessuno è andato più in là di lui: né quanto a coraggio, né quanto a inventiva.

Il suo mondo era un mondo impossibile. Lo vagheggiava pieno, ricco, colorato di malinconie. Lo stesso mondo degli dei: mondo impossibile, solo per pochi.

Il mondo impossibile osservava Rimbaud e di quel mondo Rimbaud generava inferni morbidi di delusioni e gravi di indifferenza. Nelle pieghe slabbrate dei suoi versi cantava il sole della decadenza.

Il mondo impossibile è senza tempo, orfano di normalità, non per nulla facile, impossibile per possibili narrazioni di paradisi senza santi e inferni senza demoni.

Rimbaud è egli stesso impossibile in un mondo impossibile. Lavoratore del ferro delle lacrime e dei sorrisi sarcastici. Randagio nei campi fra l’erba era immondo. Essere immondo e avere senno è concesso a malapena agli dei.

Disegno di Gabriella Torsello.

Elio Ria, Il ragazzo dalla faccia pulita. Saggio su Rimbaud, Edizioni Maori Catania 2014

 

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