Intreccio i suoi capelli
inconsapevole della fugace
bellezza del momento,
gioco con le mani
a disegnare sul suo viso
rose bianche e orchidee

Acceco gli occhi bastardi
di un cielo senza luna e senza sole,
annunciato in un testo antico
da un mago storpio e cattivo
Questo gioco senza regole
senza azzardi, senza canto
m’innalza sulla soglia dell’idealità
dove il bianco non annerisce
l’infinito non ha dubbi
il desiderio è un cuore ardito

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