S’adagia sulla terra rossa di fichi d’india un sole
diverso dispettoso costante forte tenace
fra gli ulivi e gli aranci un sonno s’impone
per sopire fatiche di luce e ricreare colori
Sole che non arretri ma imponi sudore
di questa terra del Sud fai il tuo letto
e nelle acque dello Ionio disattendi ogni pudore
né t’allarmi dei silenzi della gente che opera
né sonnacchioso qual sei degni un ristoro
T’ inseguo bambino sui binari della ferrovia
su una littorina colorata di pomeriggi assurdi
e degli sguardi di torri  case campagne mare
mi avvedo di ingenue bellezze inoffensive
e seppure il mio cuore è colmo di timore
le mie mani ti sfiorano le chiome di fuoco:
sorridi per sopraffarmi splendore
accanto al sonno tuo di indefinibili paradisi
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