Il molto (abbondanza/benessere) poi finisce e viene il poco – se ti va bene, altrimenti devi prenderti il niente. Nulla può durare per sempre. Il molto è sempre al confine labile con il niente. Pensare che le cose vadano costantemente al verso giusto è sintomo di stoltezza. Prudenza e moderazione. 

La società o la civiltà dei consumi si basa sull’acquisto di beni superflui che, molto spesso, soddisfano dei bisogni indotti dalla pressione della pubblicità e/o da fenomeni d’imitazione sociale diffusi tra ampi strati della popolazione, depauperando la ricchezza oppure aumentando il tasso di indebitamento. Il consumo è ormai lo specchio fedele della nostra identità. Consumiamo per appagare l’insanabile insoddisfazione. Ogni cosa volge alla moltitudine, dimenticando che il poco è la dimensione della semplicità che dà piacere e giuste emozioni senza eccessi. Dalla ricchezza alla povertà il passo è breve, e anche veloce. Il verbo possedere contiene nella propria essenza di essere verbo l’avidità, coniugandosi in tutte le forme verbali dello sfruttamento, dell’inganno, dell’assoggettamento finanziario, inflazione, crack bancari. La società è talmente vulnerabile che è sempre in allerta di default. Il prezzo della modernità e della tecnologia. Perdere tutto è possibile. 

02/08/2023

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