Questo modo di dire era molto in uso nel passato, in particolar modo nel Basso Salento, ne conservano ancora la memoria gli anziani dei paesi. La traduzione in italiano è: Ti faccio prendere il dolore all’utero; che ti possa venire il dolore all’utero. In verità, il modo di dire rientra nel linguaggio simpatico dei salentini, non è dunque offensivo, né effettivamente si augura alla persona di stare male.

Rohlfs registra il termine nel suo Dizionario dei Dialetti salentini anche come ‘matriconi’ utilizzato nel tarantino, definendolo come dolore all’utero, isterismo degli uomini, ma non dà la derivazione etimologica del termine. Si può azzardare che derivi da ‘matrice’, nel significato antico di utero. In italiano antico e medico infatti ‘matrice’ indicava proprio l’utero, dal latino matrix, matricis, derivato di mater (madre). Da qui derivano molte parole popolari meridionali riferite ai dolori femminili, al grembo o alle mestruazioni.

Quindi il percorso linguistico sarebbe verosimilmente:

mater→matrix (utero)→matric−→matriconi

Il suffisso salentino -one / -oni è talvolta utilizzato con valore accrescitivo o patologico.

29/05/2026

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