Una locuzione dialettale traducibile in ‘si è mangiato Roma, toma e tutta la Basilicata‘, riferibile a uno spendaccione, avido di lussuria. Deriverebbe dalla massima latina ‘promittere Romam et omnia’ (promettere Roma e tutto il mondo), nel significato quindi di promettere cose impossibili.

Nel corso dei secoli, nel parlato la locuzione subisce delle trasformazioni lessicali: et omnia diventa ‘toma’, con la variante di ‘stroma‘. Quest’ultimo, in dialetto salentino indica gli scarti della potatura degli alberi di ulivo, certamente non commestibili…

Tuttavia, il detto potrebbe avere origini medievali in riferimento alle proprietà della famiglia (Toma)celli, nobile e ricchissima di origine casaranese, con moltissimi possedimenti anche nella regione della Basilicata (cfr www.nobili-napoletani.it/tomacelli.htm). Ecco, quindi svelato perché si fa riferimento a Roma, Toma e alla Basilicata. In conclusione, la locuzione nel senso comune è riferibile a colui che scialacqua un patrimonio enorme per futili motivi e per godersi la vita. Vale anche, per traslazione,  ad indicare bagordi e gente di pochi scrupoli.

In Piemonte il proverbio registra la forma ‘Prendere Roma per toma‘, ossia confondere una cosa per un’altra o, per estensione, non capire nulla o essere un ritardato mentale.

04/03/2024

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