Nel mio modo consueto di ascoltare il linguaggio quotidiano, non formale e non riconducibile a un registro specifico, ho sentito dire ‘Santa Briscula‘ in riferimento a un momento di contrarietà e di lieve rabbia, non una bestemmia, ma un modo per lenire una condizione poco favorevole. Ho chiesto le ragioni di questa imprecazione e ho ricevuto come risposta un semplice ‘così’. Già, così, a significare la volontà umana di elaborare specifiche locuzioni che si adatterebbero a momenti particolari della vita, nella maniera di non offendere prudentemente la divinità, ma di imprecare contro qualcosa di astratto e di convenienza morale. Allora, ecco venir fuori ‘Santa Briscula’, Briscula che assume le vesti della divinità pagana, non esistente, ma che dà il sollievo di colpirla senza arrecarle offesa. In tal modo se ne esce quasi con eleganza, senza volgarità, da un momento di sconforto o di rabbia. Il problema semmai sarà allorquando Santa Briscula dovesse salire agli altari e allora la blasfemia ci sarebbe per davvero.

07/04/2025
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