La pìttula, anche nella variante pèttula, è un impasto a base di farina, sale e lievito, da cuocere nell’olio bollente. Il termine deriverebbe da pitta (focaccia) di cui è diminutivo. Un intercalare in uso nel parlato è mena pìttule alli porci: fare continui sprechi di denaro al solo scopo di ostentare ricchezza e benessere.
Questo alimento nel passato era a ridosso delle feste natalizie, in particolar modo il giorno della festa dell’Immacolata: i fumi dell’olio bollente si spargevano anche per strada, ed era una grande cucina all’aria aperta che preannunciava la festa delle feste. Poi, le usanze cambiano, e oggi le pittule sono sempre presenti sulle tavole dei salentini.

Le origini della pìttula sono incerte, generalmente si fanno derivare nel tempo a causa delle disattenzione di una massaia, che facendo lievitare oltre tempo il pane decise poi di fare delle palline di impasto e immergerle nell’olio bollente. Le chiamò pìttule o pettele, offrendo il primo assaggio ai figli che gradirono immensamente. Ovviamente, non esiste nessuna prova documentale che ne attesti la veridicità, anche per quanto concerne la loro collocazione negli alimenti tipici delle feste natalizie.
25/11/2024
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