Ntartieni, trattieni. In senso figurato il termine viene usato per indicare un oggetto inesistente, un giocattolo invisibile rivolto ai bambini come scusa per allontanarli da casa per svariati motivi. Un tempo si diceva, ad esempio: vanne alla zia e fatte tare lu ntartieni, vai alla zia e fatti dare qualcosa che ti trattenga. Un modo sbrigativo in cui si invitava il bambino a recarsi dalla zia, oppure dal vicino a chiedere lu ntarierni, e questi comprendevano che dovevano intrattenere il bambino. Insomma, tutte le volte che si rendeva necessario allontanare da casa il bambino si faceva ricorso allu untartieni. Giunto a destinazione il bambino veniva distratto e trattato con sorrisi, racconti e dolcetti, al punto che si dimenticava dell’incarico ricevuto, e quando ciò non accadeva, la risposta di colui che doveva ‘trattenerlo’ era sempre: mannaggia nu me ricordu a ddhru l’addhru misu, tinne alla mamma ca visciu ci lu trou cchiu tardu. Sia fiju meu.  Oggi pochi ricordano questo termine e questo strano gioco, rimane tuttavia la semplicità di come certe faccende venivano in passato trattate, senza troppi sofismi.

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