Le cruci all’ammersa (croci al contrario) un modo di dire tugliese allorquando vi è la narrazione di un fatto fuori dalle regole, dai canoni, e la gente si stupisce così tanto da farsi – appunto – le croci al contrario, per esorcizzare lo scandalo, renderlo innocuo per non nuocere e recare ulteriore danno. Il rito si esplica e si conclude con il  segno della croce al contrario, basta questo, non sono richiesti amuleti (ferro di cavallo, forbici, scopa, etc.). Quasi un magia per scongiurare e neutralizzare lo scandalo, riconciliarsi con il divino. Tuttavia, va rilevato che la croce al contrario è associata al satanismo, ovvero la rappresentazione opposta alla fede cristiana. Parrebbe un controsenso, qualcosa che non coincide con la religione cristiana. Qual è dunque la spiegazione di questa pratica? Certamente, la mescolanza fra profano e divino, della quale la gente del Sud si serve abilmente per ottenerne protezione e allontanare gli eventi infausti. D’altronde il diavolo affascina e ad esso si attribuiscono numerosissime opere, non solo immateriali. Ne citiamo qualcuna. A Tricase vi è la ‘Chiesa dei diavoli’ conosciuta come ‘Chiesa della Madonna di Costantinopoli’, costruita nel 1684 dal marchese Jacopo Francesco Arborio. A questa chiesa è legata la leggenda secondo cui i veri artefici della sua costruzione siano stati in realtà i diavoli in persona. Per tale ragione, questo luogo religioso, oggi sconsacrato, è meglio conosciuto come ‘Chiesa dei diavoli’-

Un’altra leggenda è legata al campanile di Soleto, secondo la fantasia popolare Matteo Tafuri (letterato, filosofo, poeta, teologo, medico, matematico, botanico e astrologo), dedito essenzialmente alla magia, suo è il testo De misteriis nautrae, ordinò ai diavoli e alle streghe durante una notte di tempesta di costruire il campanile. Alcune figure di diavoli completano la decorazione del campanile.

Leggende dunque legate insieme da una credenza e da una fede quasi insostenibile dal punto di vista teologico. La gente del Sud è fatta così, con le sue contraddizioni e superstizioni ora verso il divino ora verso il profano, a significare un’esistenza dura e travagliata non sufficientemente corroborata dall’intervento divino, e allora l’aiutino del diavolo o delle streghe – seppure con le dovute cautele – è tollerato, mal visto ma al contempo invocato allorquando la situazione diventa ingestibile, fastidiosa da sopportare. Le cruci all’ammersa ne sono una dimostrazione, una certificazione dell’esistenza del diavolo e delle sue opere, che in certi casi –  pur facendo storcere il naso alla gente – sono poi accettate per tutto ciò che comportano come ‘conforto’ e sostegno spirituale.

 

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