Nel parlato popolare, in particolare quello riconducibile ai bambini, sta a indicare tutto ciò che è mieloso. In altre circostanze è riferito a qualcuno che è esageratamente effeminato, lamentoso, piagnucolone.

Allorquando i due fonemi vengono uniti (gnegne) si intende ricorrere a un insulto di maggior peso, ad esempio quiddhu ete nu gnegne (mollaccione). Ancora. è usato per screditare qualcuno per ciò che dice o comunque per fargli capire che il suo dire non è gradito a chi ascolta. Gne gne è una onomatopea che intenderebbe lo sfaldamento di un dire, l’imprecisione di un pensiero, la difficoltà a rispondere, producendo – appunto – un suono di qualcosa che non scorre, che inciampa in uno stagno di parole farfugliate.

Va bene anche a indicare i vanitosi, i selfisti, gli onnipresenti su facebook a pettegolare e a maneggiare invidia in abbondanza. Veste anche tutti coloro che pensano di esseri i migliori in qualcosa. Un termine a largo spettro di azione come un forte antibiotico. Difatti, spiazza e devasta la stupidità e l’incongruenza di un dire e di un fare. Gnegne si adatta e si conforma perfettamente al significato di stupidità.

 

25/10/2023

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