Intercalare dialettale proferito da parte di coloro che abbiano ricevuto un favore, una cortesia, un vantaggio esclusivo. In italiano si traduce: raccomando l’anima dei tuoi defunti a Dio affinché abbiano pace e riposo. In alcuni centri del Salento il termine diventa ddefriscu, ddifriscare.

La morte e i defunti sono tenuti in gran considerazione dai salentini, Bodini in un suo testo ne attesta l’importanza:

È qui che i salentini dopo morti

fanno ritorno

col cappello in testa. 

Risulta quindi appropriata la formula di rendere suffragio ai defunti ogni qualvolta si ottiene un ristoro, un soddisfacimento personale o familiare. Il cappello in testa anche da morto denota l’importanza che si dà a signora morte, allorquando chiama e va seguita, con l’abito della festa, o quantomeno con il cappello come nei momenti di festa. I defunti secondo la tradizione e la credenza popolare salentina concorrono come i santi ad esaudire le istanze delle persone. Per tale ragione sono pregati e rispettati, culto di religiosità domestica. Non abbandonano mai i propri cari, vigilano affinché siano preservati dal male e dalle malattie. L’imprecazione Ddafriscu li morti è una chiara e manifesta sensibilità di rispetto e di onore verso coloro che ci hanno abbandonati per un’altra vita.

07/09/2023

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