Che tu possa scolare! Si tratta di un malaugurio molto in uso a Tuglie e nel Salento, che fa riferimento a una pratica funeraria in uso sino alla dine dell’Ottocento. Infatti, sino a quella data i defunti venivano seppelliti nei cimiteri sotterranei di cui disponevano tutte le chiese, nonché conventi e chiese confraternali. L’operazione consisteva nell’adagiare il defunto su di un càntaro, per consentire lo scolo naturale dei fluidi derivanti dalla decomposizione. Dopo di che il defunto veniva lavato, trattato con appositi balsami e deposto in una nicchia. Un esempio di tale pratica è presente nella cripta delle mummie dell’Arcidiocesi della Morte di Oria. In essa sono presenti le mummie di 11 confratelli mummificati in onore e a ricordo della loro partecipazione alla battaglia contro i turchi ad Otranto (1480-1481).

(Cripta delle mummie – Oria)

Ad Alezio l’ipogeo del Santuario della Madonna della Lizza era colmo di salme mummificate, poi negli anni ’90 il Vescovo Vittorio Fusco tra il ne ordinò la rimozione.

Semplificando, possiamo dire che l’imprecazione ‘Cu sculi‘ sia un modo di dire forte e chiaro di ‘Che tu possa crepare!’.

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