Li cecamariti è un piatto povero della cucina salentina preparato – come ci spiega la tugliese Giusy Fedele – con piselli, ceci, fagioli rape, pane raffermo, peperoncino. Tuttavia, in alcune zone del Salento la ricetta consiste nel preparare delle frittelle salate a base di con uova, farina, zucchina, peperone, cipolla, pomodorini, peperoncino piccante, capperi e olio di oliva.

Perché cecmariti? Il piatto rende ‘ciechi i mariti’ – o meglio, più accomodanti –  nei confronti delle mogli. I mariti infatti grazie al piatto diventano più accomodanti, felici, e perdonano qualsiasi cosa. La bontà del piatto fa sì che tutte le controversie coniugali si sistemino e la moglie ha vita facile.

Le verdure sono uno dei prodotti più utilizzati nella pietanze proprio per la loro abbondanza nelle campagne salentine. Non solo verdure e ortaggi coltivati, ma una varietà di verdure spontanee (cicorine, paparina, pampasciuni, cipollacci). Anche i legumi costituiscono elemento essenziale della cucina salentina.

La ricetta te li cecamariti invece per Salvatore Malorgio è: pomodori te pendula spritti intra all’oiju fattu con  peperoni sott’aceto, peperoncino , olive nere e capperi. Per oiju fattu si intende l’olio portato all’ebollizione. In passato questo era il pasto consumato dai contadini per la prima colazione. Quest’intingolo talmente acre, per via dei peperoni sottaceto e dei pomodori te pendula, dà un sapore così forte e piccante da far  arrossare gli occhi e rendere la vista offuscata, da meritarsi  l’appellativo di cecamariti.

22/11/2022

 

 

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