Restare a bocca aperta, meravigliare, scioccare, stupire, incantare. Su rimastu bbabatu pe quiddhru ca addhru vistu (Sono rimasto stupito per quello che ho visto). Te face bbabbare ddhra femmana (Quella donna mi stupisce).

Secondo l’Accademia della Crusca* la sillaba lallata dal bambino ba-ba (papà) è interpretata dai genitori come tentativo del bambino di dire babbo/papà. Nel caso in cui la sillaba lallata è utilizzata per designare chi è ingenuo, innocente, viene fuori il termine babbeo, ingenuo, arrivando con peggioramento semantico a ‘sciocco’ stupido, scemo’. Ne deriva tutta la serie delle forme italiane e dialettali per ‘stupido: dall’italiano babbeo/babbione e simili, ai tipi ‘bbabba/babbu’ di molti dialetti meridionali, tra cui quello del Salento. Pertanto, nel dialetto salentino, bbabbare è sia ‘stordire qualcuno, farlo rimbecillire con chiacchiere, parole o altro’ sia ‘restare imbambolato’.

Da quanto detto sin qui, diversamente da quel che si potrebbe pensare, babbeo e altri termini non hanno nulla a che fare etimologicamente con il nome di Babele o Babilonia. Si rammenta che l’accostamento a Babele per via della confusione delle lingue con il termine babbeo non c’entra nulla. Seppure, secondo l’Accademia della Crusca, ‘babbeo’ e affini, nei dialetti salentini, diventa anche bbabbaleu (stare a Babele).

*(F. Fanciullo, Cosa hanno a che fare con i babbi con i babbei?)

 

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05/10/2022

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