Luoghi cari, vissuti, ricordati…

 

 

La stazione,  luogo di partenze e arrivi, con il sole a stendersi sui binari e fra le case cubiche bianche. Locomotive lente, littorine verdi per un rumore di modernità.

 

 

 

La biblioteca, minuta, silenziosa.

 

 

Furneddhu, il passato che resiste alla stravaganza e imperiosità del presente.

 

 

Palazzo Venturi, memoria della nobiltà.

 

 

La Chiesa matrice: c’è sempre una chiesa che identifica un paese.

 

 

Alberi di Pino, l’iimobilità del ricordo di una collina.

 

 

Piazza Garibaldi, centralità di un’appartenenza.

 

Montegrappa, la collina verde e rocciosa dove i massi e i pini concludono sogni.

 

Tuglie, un paese, un luogo umile, senza superbia,  espressione di un sud sincero e amaro e dolce.

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