Oggi è festa! La festa dell’amore e degli innamorati? E coloro che non sono innamorati e magari non sono amati che cosa festeggeranno? Quanti fremiti e idiozie suscita l’amore! Cuori gonfiabili nelle vetrine delle cartolerie. Cartoline ricamate e profumate con frasi stupide per tutti. Cioccolatini infarciti di false promesse, dolci per ogni gusto. Gioielli, oro, collane, bracciali per colmare l’assenza di amore che c’è. Discoteche per ingurgitare alcol e pasticche. Una festa stupida. Insignificante. Propongo di festeggiare San Valentino e lasciare perdere l’amore, almeno per un po’, fintantoché non se ne riscopra il valore. Il 14 febbraio è il giorno migliore per troncare un amore e correre al nuovo che s’appresta con lustrini e promesse, e baci e abbracci. È il giorno peggiore per tutti coloro che subiscono il torto di non essere amati e considerati come una volta. È la festa fra le tante che è inutile, sovversiva, impietosa e crudele. Sì, perché in fondo saranno soltanto pochi gli innamorati che potranno addizionare i propri cuori, molti invece assisteranno inermi alla divisione. Mi chiedo quali miracoli e prodigi abbia compiuto San Valentino per essere venerato come il patrono degli innamorati? Mi affido allora alla consultazione di Wikipedia e riporto quanto segue: “Un giorno il vescovo, passeggiando, vide due giovani che stavano litigando ed andò loro incontro porgendo una rosa e invitandoli a tenerla unita nelle loro mani: i giovani si allontanarono riconciliati. Un’altra versione di questa storia narra che il santo sia riuscito ad ispirare amore ai due giovani facendo volare intorno a loro numerose coppie di piccioni che si scambiavano dolci effusioni di affetto; da questo episodio si crede possa derivare anche la diffusione dell’espressione piccioncini.”.

Mi sembra un po’ poco. Mi sarei aspettato qualcosa di strabiliante… Come spesso accade, ci si perde nel pantano della banalità.

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