Rage bait per attirare attenzione suscitando rabbia o indignazione attraverso contenuti online creati appositamente per seminare odio. È la parola dell’anno 2025 scelta dall’Oxford English Dictionary per definire tutti i contenuti online che vengono realizzati con elementi provocatori e offensivi. Prima il web si concentrava sull’attirare la nostra attenzione suscitando curiosità in cambio di clic, ora si assiste a un drastico cambiamento verso l’insulsaggine da parte di incompetenti, mitomani, leoni da tastiera, giovanotti senza arte né parte, sfigati e megalomani. Serve a costoro per dichiarare la propria esistenza, la visibilità li appaga dei loro insuccessi o fallimenti, la politica poi è il solco più appropriato per magnificarsi nella banalità e nell’ovvietà. Chi li produce finisce spesso per essere assecondato con commenti dei propri simili. Le condivisioni esportano le istigazioni di odio di questi soggetti. L’odio come merce da barattare, confezionato giustappunto per spargere veleno. Falsi e ipocriti, sorridono ma pugnalano alla schiena, frequentano sacrestie e recitano salmi per apparire ciò che non sono veramente. Serve tutto questo?

03 gennaio 2026
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