Antonietta De Pace, (Gallipoli 1818 – Napoli 1893) eroina  che ha saputo contrastare i Borboni sacrificando se stessa per amore della libertà. Il documentario di Elio Scarciglia racconta la donna, le sue passioni, la sua forza, il suo amore e l’indomita rivoluzionaria che incurante dei pericoli frequenta i circoli mazziniani e aiuta Garibaldi tanto che quando il condottiero entra a Napoli Antonietta è al suo fianco.
Antonietta De Pace nasce  da una famiglia benestante. Il padre, Gregorio De Pace è banchiere e la madre, donna Luisa Rocci Girasoli, un’aristocratica d’origine spagnola.
Fu introdotta giovanissima nell’ambiente insurrezionale della Giovane Italia dal cognato Epaminonda Valentini, il quale scoperto e arrestato per la sua attività antiborbonica morì nel carcere di Lecce. Antonietta fu  sollecita a riprendere l’azione del cognato: nell’agosto del 1854 fu condotta nel carcere di S. Maria di Agnone. Fu aperto contro di lei un processo, accusata di cospirazione antigovernativa. Nonostante la requisitoria chiedesse per lei la pena capitale, l’intrepida donna riuscì a ottenere la libertà.

Nel 1858 incontra Beniamino Marciano, suo futuro marito, collaborando con lui per la realizzazione dei progetti mazziniani.
Garibaldi le affidò la direzione dell’ospedale Gesù di Napoli. Dopo il successo di Porta Pia, accettò anche l’incarico di ispettrice delle scuole “Avvocata” di Napoli che mantenne fino al 1862.

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