L’accadere del nulla è la questione principale, non trattata, né spiegata nei suoi massimi sistemi di sviluppo. Il nulla è la volontà dell’incapace di tradurre in opere le idee, è la condizione degli schiavi, è la comodità dei qualunquisti, è il ‘fare’ dei vigliacchi. Il nulla è il perno dell’esistenza, che nelle miserie umane s’installa a fondamento proprio e inequivocabile della vita. Il nulla è il piacere effimero dell’immobilità fisica e spirituale, è il movimento al contrario delle leggi di natura, per tale ragione è dannoso, fastidiante e pandemico. Sempre corroborato dalla retorica, trova in politica spazio e adepti. S’immola sull’altare dell’ipocrisia e della maldicenza. Il nulla è mercimonio della verità, applicazione pratica dell’ingiustizia. Il nulla è sempre a buon mercato, pronto all’uso, rende bene e si può sempre barattare con la falsità e l’indecenza. Il nulla siamo noi, qui e in ogni luogo, con e senza maschere. Nelle parole si magnifica come non mai, nei fatti è la perfetta realizzazione dell’ipocrisia, che si replica nel dna della complicità del tempo a rendere vano ogni sforzo di annientamento.

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