Eccoci qua, Elio. Cosa ti ha portato a scrivere poesia?

Non so se la mia sia poesia, non sono un poeta. La poesia è pericolosa, e ci sono troppi poeti che non sanno di essere apprendisti stregoni. Poeta è una parola che mi spaventa, è una parola pesante come un macigno ed è totalmente diversa dalla parola scrittore. Un poeta è tanto raro quanto un santo. Scrivo perché sento la necessità di sublimare i miei pensieri, le emozioni, le sofferenze e il piacere. La poesia è un “canto d’emergenza” per placare la mia anima turbolenta. Scrivo con umiltà, consapevole di non essere poeta, ho solo intrapreso un cammino verso la poesia, non so quello che riuscirò a fare in avvenire.

Tu dici che quando scrivi sei semplicemente fedele alla tua immaginazione. Questo significa che nelle tue parole non ti metti realmente a nudo?

I miei versi parlano di me, però mi piace intrecciarli o meglio farli interagire con tutto ciò che immagino e che solo io vedo. Immagino, per esempio, le montagne nane, gli alberi addormentati, la luna cieca, la pioggia che non cade, i fiori di carta, un sole gelato, un vento seduto e tante altre cose. A modo mio. Nei miei scritti ci sono piccole parole chiave, che sono indispensabili per entrare dentro di me, non penso poi sia tanto difficile scoprirle. Sono come un bambino che gioca a nascondino con le parole.

Freud dice che il fantasticare è una parte del pensiero tenuto libero dall’esame della realtà e subordinato al principio del piacere stesso. Tuttavia nelle tue liriche non vedo una mera subordinazione al piacere della scrittura, ma una vera e propria ricerca interiore a volte dolorosa. Vuoi parlarcene?

Vero! Con la scrittura cerco, indago, scruto per capire, per dare un senso a tante cose. Essa rappresenta un tentativo per rompere determinati schemi mentali, e per giungere se non a vedere, almeno ad avere la percezione che ci sia un mondo che posso scoprire e che non tutto sia così scontato e prestabilito.

Parli spesso di solitudine. Come vivi questa dimensione?

Benissimo! Sono solo, a volte, anche quando sono in compagnia. La solitudine come condizione e necessità per approfondire meglio me stesso e tutto ciò che mi riguarda. Qualche volta m’illude, mi sfotte…ma è pur sempre una dolce compagnia. Essa s’insinua nella pelle, nel respiro, nei gesti sino a diventare parte di me, sino a diventare il mio lato più oscuro ed insieme più autentico.

In un tuo pensiero in versi affermi che il tempo non comprende le tue parole e ti conduce in un futuro inventato dalla speranza. Spiegaci meglio quest’affermazione.

Il tempo scorre vorticosamente, non dà tregua. “Vedo il tempo morire senza lasciar traccia” Vorrei un tempo che fosse più clemente con la mia vita e capisse le mie parole, ma il tempo scorre trascinando tutto con sé nell’oblio. Ed ecco che la speranza inventa un futuro con il tempo che scorre piacevolmente…

Cos’è per te il tempo?

Non lo so. Vorrei veramente capire cosa effettivamente sia. Il tempo è sempre presente nei miei scritti, ho scritto anche un libro dal titolo “La maledizione del tempo” che sarà pubblicato a breve.

Se ti dicessi che l’essenza della poesia è lo stupore dinanzi alle cose quotidiane, come risponderesti?

Non bisogna cercare il meraviglioso in opposizione al banale, perché il banale è già meraviglioso. (Kafka)

Siamo noi che cerchiamo la poesia o è la poesia che ci cerca?

E’ una domanda difficile, forse la più difficile che mi hai fatto. La poesia rende liberi e veggenti. Io l’ho cercata ed essa mi ha cercato, insieme abbiamo creato il nostro mondo.

Qual è il tuo poeta preferito?

Fernando Pessoa

Un verso che ricordi con piacere?

“Il Poeta raccoglie dolore e sorrisi” da I fiori del Poeta, A. Merini

Il tuo scrittore preferito?

Jorge Luis Borges

Se chiudi per un momento gli occhi, dove vorresti ritrovarti appena li riapri?

In ogni luogo del mondo.

Cosa pensi delle amicizie virtuali?

Gli amici virtuali sono una bella cosa, ma bisogna saperli scegliere come nella vita.

Un blogger che apprezzi?

Xxnecrodaimonxx alias Roberto

Perché?

Ha coraggio e io apprezzo e stimo i coraggiosi. Sa scrivere, ha uno stile poetico originale e piacevole, scrive quello che sente, non bara. Lo ritengo uno dei migliori fra tutti gli autori emergenti. Avrà molto successo.

Cosa non dovrebbe mai mancare in amore per te?

La lealtà.

Prova a definirti con tre aggettivi.

Irrazionale, impulsivo e sognatore.

Se dovessi paragonarti ad un quadro, quale dipinto sceglieresti?

L’amore vincitor (Caravaggio)

Cosa ti piace di più della tua persona, interiormente parlando?

La sensibilità.

Cosa vorresti cambiare di te?

Nulla, voglio essere come sono.

Che valore dai al ricordo?

Il ricordo rappresenta un frammento del tempo, un momento già trascorso e consumato che vive fintantoché saremo in vita, nella morte morrà con noi. Il ricordo ha quindi un valore temporale.

Definisci con un aggettivo la società odierna.

Complessa.

Una domanda che non ti è stata fatta e alla quale avresti risposto volentieri?

Se potessi ritornare indietro nel tempo cosa ti piacerebbe fare?

(Visited 45 times, 1 visits today)