La casa del tempo è la memoria, dove i ricordi abilmente catalogati in un dato tempo riemergono poi prepotenti nell’attualità di un nuovo tempo. Non vi è quindi un tempo che regola lo svolgersi delle cose del tempo, ma cento, mille derivati del tempo. E’ l’assurdità del tempo che non è mai lo stesso, ma sempre in continua evoluzione e in progressive discordanze dalle regole. Un tempo che genera altri tempi, all’infinito, estendendosi oltre ogni razionalità, includendo e nel contempo escludendosi. Ed è quindi impossibile definire il tempo fluire nel tempo, tant’è che il tentativo dei ricordi di lasciar traccia nella memoria fallisce miseramente, provocandone la conseguente eliminazione o addirittura la devianza dalla memoria. Un ricordo è, quindi, ospite gradito della memoria fintantoché il tempo lo vorrà. Dopo sarà soltanto un ricordo senza memoria.

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