La tecnologia prefigura il postumano. Tutto di noi e per noi è in nome della tecnologia. Assimilati alla legge degli algoritmi, che disciplina gli egoismi. Come possiamo arrestare l’avanzata mostruosa della tecnologia? Sprovvisti come siamo delle necessarie precauzioni? Siamo infermi di pensiero, di morale e di etica, nonché analfabeti funzionali al sistema politico-sociale. Bravi però a destreggiarsi con la tecnica per gli usi consueti e inconsueti. Un mondo di umanoidi? Forse, giacché le resistenze a non farlo essere così sono labili. Non conta più il nostro nome e cognome, vale a tutti gli effetti il codice fiscale e il codice a barre e/o pin per identificarci.

Il primo passo del Sistema tecno-finanziario è la conoscenza dei nostri dati sensibili, dopodiché delle nostre abitudini e gusti viene elaborato l’algoritmo che produce incessanti desideri. L’umanoide è quindi bell’è pronto, docile, servizievole, consumatore di merci e di servizi. Ci hanno ormai obbligati al bancomat e alla carta di credito. Siamo oltre l’alienazione ipotizzata da Marx: senza una misura dell’umanità. Proliferano le idee di razzismo e di esclusione. Si cementifica l’indifferenza e la paura per ‘l’altro’. Si inneggia ad una logica di combattimento politico con un linguaggio mediocre e fuorviante della cultura. Alcuni scoprono le sardine e ne fanno un nuovo piatto politico da gustare nelle piazze; altri, si camuffano di squali che sorvegliano oceani umani. Il potere è sempre affascinante e servirlo conviene. Ėtienne de La Bóetie nel ‘500 in un suo saggio descrisse la convenienza degli uomini a proporsi come servitori, ricevendo il mantenimento e talvolta anche dei premi. Sì, accollarsi al potere non solo tecnologico è un vantaggio. Abbiamo la più bella Costituzione del mondo, ma non viene letta. Sarebbe opportuno scrivere i suoi articoli su ogni spazio bianco disponibile per viverla, farla propria, inneggiarla alla pace, invece viene tirata in ballo ogni volta in cui è necessario giustificare qualcosa più che innalzarne il valore morale. Un ‘libro’ bomboniera.

L’uomo è pervaso di un ossessivo ‘nonsenso’ della vita, e non è abbastanza facile annullarlo. Preferisce srotolarsi nelle riflessioni irrazionali, preferendo  blocchi di orizzonti agli universi di infiniti; disdegna il bisogno di una bandiera, di un impegno, di un’ispirazione, di un sussulto.  D’altronde, il problema del razionale se non viene affrontato significa eludere e non risolvere il problema della realtà. Questo pare oggi sia il deficit umano: non ragionare di proprio e lasciare a pochi di farlo, altrimenti come si spiegherebbe l’influencer? Termine utilizzato per indicare quelle persone che, essendo determinanti nell’influenza dell’opinione pubblica, costituiscono un target importante cui indirizzare messaggi pubblicitari, al fine di accelerarne l’accettazione presso un pubblico più vasto. Fenomeno tragicomico della nostra esistenza che non ha più nulla da domandarsi, ma avverte il bisogno di farsi imbeccare al consumo. Siamo alla scomparsa dell’elemento tragico che rende impossibile il dramma. La visione della realtà è offuscata dall’affermazione incessante del consumo e della tecnologia, ogni attimo del divenire è sterilizzato dalla smania di possesso e il reale è davvero irraggiungibile. Dicono, anzi è stato detto, che comunque andrà tutto bene!

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