Dylan vede il mondo nelle sue infinite contraddizioni e mistificazioni: gli appare grigio e vecchio. Percepisce sensibilmente un altro mondo sconosciuto ma migliore. Intanto i suoi occhi vedono la guerra e la morte, il linguaggio deturpato dagli inganni, la gloria conquistata con il sangue degli altri, la morte inesorabile. IL testo della canzone Dalla parte della verde montagna è un susseguirsi di immagini reali e surreali, connotato tra l’altro da una forte presa di coscienza contro la guerra inutile (desiderio predominante di supremazia che non giustifica il sangue degli innocenti).

Al di là della montagna verde il paradiso arde nella sua testa: la quiete e l’armonia della natura rassicurano il suo animo, sebbene un sogno devastante di mostruosità lo scuote; vede il misericordioso amico nelle sue forme gelide della morte: si chiede se è dunque questa la fine. Riaffiora il paradiso delle anime che si incontrano dopo la vita in un altrove, luogo dove ogni cosa è rivelata e spiegata con la musica che arriva da una terra migliore. Immagina infine di essere a dieci miglia dalla città sparito in una luce antica che non è quella del giorno…

 

DALL’ALTRA PARTE DELLA VERDE MONTAGNA

Vado al di là della verde montagna, mi siedo vicino alla corrente
Il paradiso arde nella mia testa, ho fatto un sogno mostruoso
È venuto su qualcosa fuori dal mare
Si è mosso velocemente attraverso la terra dei ricchi e dei liberi

Guardo negli occhi del mio misericordioso amico
E poi mi domando, è questa dunque la fine?
Ricordi indugiano, tristi eppure dolci
E penso alle anime in paradiso che incontreremo

Gli altari stanno bruciando con alte fiamme lontane
I nemici sono passati dall’altro lato
Si toccano i berretti dalla cima della collina
Puoi sentirli arrivare per versare altro sangue di coraggiosi

Lungo il pallido confine atlantico
la terra devastata si estende per miglia indietro
La luce sta avanzando e le strade sono ampie
Tutto deve arrendersi al Dio vendicativo

Il mondo è vecchio, il mondo è grigio
lezioni di vita non possono essere apprese in un sol giorno
Guardo ed aspetto ed ascolto mentre sto in piedi
la musica che arriva da una lontana terra migliore

Chiudo gli occhi del nostro capitano, possa riposare in pace
la sua lunga notte è finita, il grande capo è stato abbattuto
era pronto a cadere, era pronto a difendere
ucciso al primo colpo dai suoi stessi uomini

È l’ultima ora dell’ultimo giorno dell’ultimo anno felice
Sento che il mondo sconosciuto è vicino
l’orgoglio svanirà e la gloria marcirà
ma la virtù sopravvive e non può essere dimenticata

Le campane della sera hanno rintoccato
c’è blasfemia su ogni lingua
che dicano che ho camminato nella bella luce della natura
e che fui leale alla verità ed al bene

Servi il Signore e sii lieto, guarda verso l’alto al di là
al di là delle tenebre delle maschere, le meraviglie dell’alba
nell’erba verde e profonda e nel bosco macchiato di sangue
non si sono mai sognati di arrendersi, son caduti sul posto in cui erano

Stelle cadono sull’Alabama, le vedo una per una
stai camminando nei sogni chiunque tu sia
gelidi sono i cieli, pungente il freddo
il suolo gela ed il mattino è perduto

È giunta una lettera alla madre oggi
ferita di fucile al petto, diceva
ma presto starà meglio, è in un letto d’ospedale
ma non starà mai meglio, è già morto

Sono a dieci miglia dalla città e sono sparito
in una luce antica che non è quella del giorno
erano tranquilli erano schietti, li conoscevamo tutti troppo bene
ci amavamo l’un l’altro più di quanto mai abbiamo osato dire

(Traduzione italiana da Maggie’s Farm, rilevata dal sito www.antiwarsongs.org)

Bob Dylan riceve nel 2016 il premio Nobel per la letteratura, massimo riconoscimento per uno scrittore, per aver creato nuove espressioni poetiche all’interno della grande tradizione della canzone americana. A rendere grande Dylan è stata la parola. Negli anni Sessanta con la sua chitarra ha mostrato al mondo che la poesia non è soltanto quella ‘gloriosa’ che si leggeva nei libri, ma anche quella che giungeva attraverso la radio. Sapeva mostrare il mondo con tutte le sue contraddizioni con metafore e figure retoriche affascinanti. Il rock non doveva essere concepito solo per far ballare e divertire i giovani, ma portare i giovani a riflettere su quanto stava accadendo nel mondo. Stare in un mondo vuol significare prendere il mondo  – ogni tanto – sul serio. «Essere giovani vuol dire tenere aperto l’oblò della speranza, anche quando il mare è cattivo e il cielo si è stancato di essere azzurro». La frase esplica le ragioni che devono portare a capire il mondo, almeno capirlo con la parola che è avventura del linguaggio e della consapevolezza.  Parola che è intenzione di approfondimento, risveglio dal torpore sociale per ‘un ritorno a vivere’.

15/09/2023

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