In questi mesi di covid19, di disastri, di incertezze, di smanie, ho ripreso fra le mani i libri di un tempo, quelli – per intenderci – che si abbandonano dopo la lettura per tante e ovvie ragioni; uno fra tanti mi è capitato il libro per eccellenza che nelle scuole elementari degli anni Sessanta e Settanta era letto con solennità dal maestro. Sfogliando le pagine vedo un mondo cancellato, messo nell’oblio, per ragioni storico-sociali. Guardo però il mondo di oggi ed emergono intrecci psicologici, intrighi finanziari, storie che vanno oltre l’alibi del virus. Un mondo non bello. Guardo ancora e vedo la famiglia. Il nucleo che regge, anche se ampliamente reinventata rispetto al passato; però tiene, sorregge tutti gli urti. Una galassia di affetti che rappresenta l’unità del bene. Tra i racconti del libro Cuore la famiglia emerge al pari delle istituzioni, non si arrende di fronte alle difficoltà, lotta per il bene proprio e del Paese. Leggo dal Ragazzo calabrese: ‘Oggi entra nella scuola un piccolo italiano nato a Reggio Calabria. Egli è nato in una terra gloriosa, che diede all’Italia degli uomini illustri’. Parole che scuotono, ma soprattutto parole che descrivono una bella Italia in contrapposizione a  un’Italia che siamo abituati a sentire parlare allorquando vi è solo il malaffare. Dalla Scuola emergono i tratti superbi e fieri di una Scuola che ormai non esiste: ‘Pensa un po’ che miseria, spregevole  cosa sarebbe la tua giornata. pensa agli operai che vanno a scuola la sera dopo aver faticato tutta la giornata’. Mi chiedo se noi avessimo mai parlato ai nostri figli in questo modo. Il racconto mensile Dagli Appennini alle Ande mi riporta alle notizie e immagini forti dell’immigrazione odierna. Poi c’è Garrone il difensore dei bambini, il più alto, il più forte della classe a combattere i bulletti. Garrone il generoso che se ne sta sempre immobile nel banco troppo stretto per il suo corpo.

In verità, concedersi ogni tanto un po’ distanza dalle pagine troppo forti e dense dello studio e rifugiarsi in qualcosa di semplice e di benessere per il Cuore è indispensabile, per non soffocare di concetti fumosi. Aprire la finestra che volge nella direzione che nessuno osa osservare è oggi un’urgenza. Alla volgarità va contrapposta il rigore della morale e il diritto alla Bellezza. Dobbiamo batterci per asserire i diritti di una educazione completa, fine, aderente al cuore. Non disperdiamoci nel pianto, avviciniamoci alla Storia per risorgere. Un anno dopo di Covid non sento più pronunciare  ‘Andrà tutto bene’. Non riusciamo a comprendere la realtà: siamo fotografi che non sanno utilizzare la macchinetta, e il tempo passa  e porta via con sé le nostre abitudini. Viviamo questa nuova realtà resistendo in attesa che ritorni la normalità. E se fosse questa la normalità?

 

(immagine tratta da https://www.startmag.it/mondo/ecco-come-covid-19-cambiera-il-mondo-parola-di-martin-wolf/)

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