Tuie! te stendi comu femmana supina
li peti teni uniti allu punente,
nu razzu spintu verso la marina,
la capu bandunata torcemente!
 
Tuie! Si comu na sciardinu profumatu,
si comu nu malone nzuccarinu,
samiji a nu bicchieri te muscatu
e lu calore teni te lu sprinu!
 
teni fabbriche te spiritu e licori
te mattunelle, dolci e abbigliamentu
teni frutti te tutti li sapori
e oju e bbinu te grande gratimentu!
 
La Longa, li Termiti, Santa Lucia,
la chiazza finu a tuttu Montegrappa,
è l’orgoglio più grande ca ci sia
te stu populu furese ca va zappa!
 
Tuie! Se te sera te vitimu luntanu
e sinti illuminata cu sbiandore,
nde pare ca nde chiami cu la manu
e ca nde raccumandi allu Signore!
 
Macari ca ciarcamu te lassamu,
pe nui si sempre beddhu, primu amore,
e quandu tocca cu nde luntanamu
nde santimu chiangire lu core!
 
To nomi su preziosi a stu paese
e guai a ci li offende qualche fiata,
su li to nomi te le cchiu beddhe chiese:
quiddhra te Montegrappa e la Nunziata!
Fiore Gnoni (1913-2000) è la figura emblematica tugliese dell’educazione scolastica dagli anni Quaranta sino agli anni Settanta. Lucio Causo: ‘Fiore Gnoni è stato un grande maestro-poeta, in vernacolo e in lingua, un maestro di insolita cultura e un maestro ricercatore. Aveva il suo paese nel cuore: quel paese del quale ha saputo regalarci la storia’.
L’amore per il suo paese è dichiarato e ‘sublimato’ nella poesia Tuie.
Il testo, scritto in vernacolo, pone Tuglie come una femmina supina, dolce, distesa con i piedi a ponente, con un braccio verso il mare, la testa abbandonata dolcemente. Ed è questa strofa l’immagine poetica più bella del testo, dove la dolcezza della femmina si coniuga con la bellezza del territorio – posto fra la campagna e il mare Ionio. Un paese – secondo le intenzioni di Fiore – reso a segno della percezione non solo visiva ma anche dell’immaginazione, dove le componenti geografiche lo spingono oltre le distanze normali dei confini. Tuie è giardino profumato, melone, bicchiere di moscato: similitudini tese a produrre l’idea poetica di un paese che nella sua semplicità di vita contadina trae linfa e vigore. Tuie alimenta il suo credo religioso attraverso le sue due più belle chiese, quella dedicata alla Madonna dell’Annunziata e quella dedicata alla Madonna mutilata di Montegrappa.
La letteratura ci aiuterà a non dimenticare, ci renderà sempre conto delle nostre tradizioni, ci aiuterà a vivere il presente e ad avere più coraggio di vivere. Gnoni nel regalarci questa immagine  bella di Tuglie intendeva – forse –  tramandarci uno scorcio del passato per guardare sempre al bene, ma soprattutto a non deludere questa ‘donna supina’ che nei suoi pensieri di cuore adagia e protegge l’amore per i suoi figli.
Il luogo è il confronto che il poeta e gli uomini fanno di continuo nella vita, all’indietro, di fianco, in avanti, da tutti i lati. Il paese è la dimora che rimane, che non ha precarietà, che sopporta la durezza e la solitudine che nel tempo si solidificano. Ed è proprio questo confronto con il luogo, che si esplica nella scrittura poetica, a darci il senso di appartenenza, la condivisione di un ‘bene’, del bene verso gli altri e sé stessi.
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