Succederà di tutto come al solito per abitudine consolidata. Siamo noi i nostri ricordi nelle stanze della memoria. Siamo noi a rinchiuderci in essi. La memoria è un luogo dove si torna spesso un po’ per piacere e un po’ per dolore. In quelle stanze messe insieme a chilometri di distanza le strade sono lineari senza curve. Il rituale è sempre identico: si percorrono all’indietro in un perimetro di nostalgia non ben definito. Quante tracce si lasciano dietro, non si percorrono per paura che ciò che accaduto ieri possa accadere oggi. Come sarti ricuciamo frammenti di memoria per collocarli nel paesaggio del presente. Nessun ricordo è mai solo, lo attraversano infinite scie di di ricordi, dove ciascuno ha la propria connessione con noi stessi. Frequentiamo i confini della memoria come clandestini, in un’erranza esistenziale spinti dalla repulsione della realtà. 

Succederà di tutto poiché non la vita ma il futuro è così. E tremiamo per uno starnuto, un ammiccamento, un virus, immersi nel mondo che non comprendiamo, seduti sul divano, indisturbati nell’ozio dell’indifferenza. E invidiamo qualcun altro. Ci piacciano le ombre del destino. Diremo non è colpa mia. Mentre noi dormiamo nel resto del mondo si muoverà inesorabilmente qualcosa. Mentre noi ci lamentiamo nella parentesi della pandemia qualcosa si muove, vi è un azzardo di futuro da cogliere e da custodire. Certo, succederà di tutto. Avanti tutta! Senza paura. Forti come un tempo. Sicuri di noi e degli altri. Smuoviamo la società con il sorriso e il sogno. Troviamo le giuste distanze di partenza. Ritorniamo ai tempi del semplice e della leggerezza, non appesantiamoci più del dovuto.

Succederà di tutto. Eliminiamo le complessità e riduciamo le equazioni di superbia e di invidia. Succederà di tutto poiché il mondo è imprevedibile. Non esibiamo il cinismo come un vanto. Non perdere mai la gentilezza è sempre un gesto lodevole. Ascoltiamo le storie degli altri e proviamo ad abitarle: troveremo qualcosa di noi stessi, ma soprattutto dei nostri ricordi banditi dalla superbia del presente. Proviamo a non credere ai troppi bravi, ai troppi felici per rimpicciolire quella degli altri. Proviamo a non credere a coloro che hanno un solo angolo di osservazione, il loro, ai sempre simpatici. Crediamo in noi, senza paura, con i difetti, meglio l’imperfezione che la perfezione, con cui almeno puoi sognare e sperare.

 

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