Quandu c’era lu Ntunucciu capj jancu

Ntunucciu preannunciava la festa della Madonna dell’Annunziata con il suo tamburo per le vie del paese. Il ritmo sempre identico, cadenzato nella giusta misura di annuncio di una festa. Per i tugliesi la festa patronale è devozione per la Madonna, ma soprattutto manifestazione di una tradizione secolare. Il suono era alto, intenso e breve. Destava ammirazione e compiacimento. I tugliesi al suo udire si fermavano,  immobili ne coglievano la particolarità di una tradizione.

(Foto by Fabio Perrone)

Ntunucciu con quella sua aria svagata e al contempo boriosa portava le note musicali in giro; mentre, durante la processione si posizionava all’inizio per avvertire la gente dell’arrivo della Madonna nelle strade. Si udiva un tempo il suo tamburo, oggigiorno vi è il silenzio. Continuerà forse in cielo a battere le stecche sul tamburo e allietare gli angeli. Noi qui sulla terra lo ricordiamo con piacere. la sua assenza ci rattrista, non vi è nessun’altro che potrebbe prendere il suo posto. Era lui il personaggio che, nella semplicità di una tradizione, perpetuava il suono di una festa importante.

Ntunucciu, umile e affabile tratteggiava i colori della simpatia. Memorabili le sue schermaglie con Rosa Parata. Stazionava spesso in piazza Garibaldi presso il Bar  te lu Pici Toma, dove, tra una risata e un battibecco, giocava a briscola o a tressette. Abile nell’apparecchiare la commedia degli equivoci alla maniera di Totò, le risate cadevano a cascata. Non c’è più e ci mancano le sue stranezze, la sua spensieratezza e giocosità. Il tamburo tace. Il silenzio però ne produce ancora il suono a tutti coloro che lo hanno conosciuto. Ci rimane la Festa e in essa viviamo speranze e ricordi. La Madonna non ha più quel suono cadenzato. Ascolta, tuttavia, il battere del cuore dei tugliesi che a mo’  di tamburo le manifestano in segno di sincera devozione.

(Foto by Roberto Guarini)

14/04/2023

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