Caro amico,

non pregare mai nessuno di parlare di te, neppure con benevolenza. Se il tuo nome circola fra le gente, fai in modo di non prenderti sul serio, non soffermarti sugli elogi e sui sorrisi, deponili nella scatola delle cose inutili e dimenticali. Ieri erano contro di te, ora ti frequentano con piacere. Tu lo sai che sono belve. Non ti chinare. Non tentare d’ingrandire quell’infinitesimo amor proprio che nell’alambicco delle vanità lievita con la forza del potere.

Non potevi aspettarti tanta gloria. Poeta fuori del tempo, nelle stanze dei vetri e degli specchi l’equivalente del tuo io è visione interna. Caparbio come sei non vuoi più uscirne. Ogni tanto vuoi vedere i passanti, con cautela osservi quando decidi che ci sia il momento giusto di decisione per cominciare un calco di realtà.

Non sopporti più nulla della realtà. E dei compratori di oro dici di non stare molto tranquilli. Quanto agli aghi degli adulatori per stoffe immeritate, strappi i punti cuciti con la delicatezza del tuo animo.

 

 

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