Dire se possibile – ancora – l’equivalente di un sorriso o di altro, forse niente
il mondo gira, questo centro no, non sa prolungare l’orizzonte, senza dubbio, senza
invenzione, aggrappato a senilità, una pagina bianca, processioni di morti,
braccia allargate, dunque, ora stesso tempo, stesso ritmo della seconda,
addossato, contiguo nel silenzio, assenza, niente da dire, che dire, quale appoggio,
per il momento – più tardi – una volta passata l’angoscia, salasso assassino, sangue
nelle orecchie, freddo dappertutto, incontrollabile, dura un po’, tenere duro, calma
di morte, sconforto dell’istante prima di rilasciarsi, ritorno della forza, contrazioni
improvvise, senza strazio, cambio di latitudine, magia interiore, gli occhi riaperti,
l’infinito dietro l’angolo, curve nella piazza, il momento cambia, isolamento di
prigionia, solo un attimo, senza che alcun suono venga a riempire lo spartito,
qui vicino, il volto fracassato, braccia intorno alla testa, leggere la rottura del
tempo, domande che scoppiano, bolle d’illusione, sensazione di vita, un po’
di aria, morte preannunciata, infine senza dire.
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