Ospedale come non luogo. Più l’ospedale si configura e si precisa più perde connotati di luogo: lì l’umanità è fatta nascere e fatta morire, fuori dai consueti e familiari luoghi. Resta come luogo d’angoscia, accresciuta dalla certezza che lì si può ri-vivere togliendo la sofferenza, oppure morire nell’ambiguità dell’angoscia che toglie e dà, rimanda e ripresenta sussulti ora di speranza ora di disperazione. Non luogo per eccellenza, non luogo per vocazione degli uomini e per desiderio di dio. Quel dio che è aforisma parodossico dove la folla degli umani è prigioniera.

 

01/07/2023

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