Cambiano i luoghi, i confini, le denominazioni, nell’indifferenza e noncuranza di tutti. Già l’indifferenza! L’arte di stare comodi e tranquilli. Un dissenso potrebbe avere conseguenze impensabili. L’assenso conduce sempre a traguardi rassicuranti e ben pagati. Con ‘un mondo migliore è possibile‘ si acquietano gli animi. Basta pensarlo e dirlo, magari con una bella marcia con torce e striscioni. Vale la scenografia al manifestare del pensiero. Valgono le straripanti giornate di celebrazioni che si susseguono con cadenza giornaliera. Vale il monito del piccolo politicante di paese che si erge a profeta e moralista. Vale il niente che si professa in tutte le sedi del pettegolezzo. Cambiano le geografie dei luoghi, ma non quelle del pensiero, isole abbandonate, inutili. Si ricorre agli slogan degli anni ’60 e ’80 per riprendere fatti e conseguenze politiche abbondantemente digerite dalla storia. Muovono i passi i perbenisti, gli pseudo-sacerdoti della morale, i persecutori dei ‘cattivi’. Etichette per tutti gli appartenenti a un lato del confine posto a rigore di accusa. Poi ci sono gli ignoranti e gli incompetenti che pontificano un sapere fatto di lacrime e sangue.
Nuove geografie si delineano… nei nomi, ma i luoghi sono sempre gli stessi. 
12/02/2025
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