Mi piace ricordarti così, caro Maurizio, con i tuoi silenzi inclusivi, con il non dire nulla per non dispiacere a te stesso. Il 24 aprile del 2016 eravamo ad Altamura insieme ad altri amici (Rocco, Franco, Paola, Silvia) che ti coccolavano sempre, ed eri felice. Alcune persone (Carmelina e Rocco A.) ti erano ancora di più accanto.  Oggi lasci un vuoto. Non sappiamo più dove incontrarti: biblioteca, Tommaso barbiere, Bene Comune, piazza, erano i tuoi luoghi preferiti. Che cosa ci rimane di te, caro Maurizio? La tua bontà. La tua condizione di sofferenza vestita in ogni momento di dignità. La tua spensieratezza nei momenti buoni della tua esistenza. Non incontrerai Rocco, né tutti i tuoi amici che hanno tentato di alleviarti il dolore della solitudine  e della differenza. Ci siamo visti l’ultima volta nei pressi della tabaccheria di Antonio Scarpa, nel salutarmi hai  chiesto di Matteo e Lucetta, come sempre. Stamane, Rocco mi avvisa che non ci sei più, che te ne sei andato, non sappiamo come, noi rimaniamo nel pianto di non doverti più godere. Chissà adesso cosa starai facendo? Cosa starai pensando di noi, del mondo, della vita? Noi siamo qui, lontani da te e non possiamo fare nulla più per te. Ci domanderemo ancora molto di te. Mi mancherai per la gazzosa che non potrò più offrirti al Bar Illollo d’estate e per l’assenza che sarò costretto a respingere per ricordarti.

Maurizio che ne pensi di tutto questo? E nah?

 

 

(Visited 354 times, 1 visits today)