Novena, nove giorni. L’origine e l’usanza di una pratica religiosa. Va precisato che fin dal XVII secolo sono state composte numerose novene: le prime furono rivolte a Dio, per poi passare a quelle alla Madonna. La consuetudine delle novene ai santi non è altro che la dedizione alla preghiera di intercessione. Fedele e Santo: un dialogo del cuore rivolto alla Madonna. Tuttavia, la novena non deve rappresentare una mera consuetudine, una tradizione, un semplice modo di ritrovarsi in Chiesa. Presuppone invece una sentita partecipazione tramite la preghiera alla grandezza di Dio e della Madonna. Oltre a quella dell’Immacolata che si recita dal 29 novembre al 7 dicembre, c’è la Novena di Natale (dal 16 al 24 dicembre) e la Novena di Pentecoste, istituita da papa Leone XIII, dal venerdì della VI settimana di Pasqua fino al sabato della VII settimana, in preparazione alla solennità di Pentecoste.

La novena trae ispirazione da quanto si legge nel primo capitolo degli Atti degli Apostoli, dove si narra che, rientrati in Gerusalemme dopo l’ascensione al cielo del Signore, Maria e gli Apostoli furono assidui nella preghiera comune fino al  giorno in cui ricevettero il Dono dello Spirito Santo (nove giorni dopo, appunto).

Fino al Concilio Vaticano II si celebrava in latino, dopo il Concilio ne sono state approntate traduzioni nelle varie lingue.

In generale, le novene sono celebrazioni popolari che nell’arco dei secoli hanno affiancato le ‘liturgie ufficiali’. Esse sono annoverate nel grande elenco dei ‘pii esercizi’. «I pii esercizi», afferma J. Castellano, «si sono sviluppati nella pietà occidentale del Medioevo e dell’epoca moderna per coltivare il senso della fede e della devozione verso il Signore, la Vergine, i santi, in un momento in cui il popolo rimaneva lontano dalle sorgenti della Bibbia e della liturgia o in cui, comunque, queste sorgenti rimanevano chiuse e non nutrivano la vita del popolo cristiano».

Nel Salento, il giorno che precede la festa dell’Immacolata, è ancora in uso la tradizione di bandire la carne, preferendo le pittule e le pucce. quest’ultime possono essere imbottite, in questo giorno speciale, con pomodoro, mozzarella, capperi e tonno. L’odore scoppiettante delle pittule cotte nell’olio bollente inonda l’ambiente domestico di un’atmosfera straordinaria di festa in preparazione dell’arrivo del Natale. Un altro piatto tradizionale è il baccalà. Sopravvive ancora questa tradizione che fa del nostro modo di essere salentini un vanto di perpetua memoria del passato semplice e accostato alla tradizione religiosa.

 

07/12/2023

 

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