Gli scaffali dei libri coprono tutti i lati, in mezzo c’è uno specchio tondo e illuminato di pagine infinite di libri. Non vi sono gallerie verticali né orizzontali, ma alcuni labirinti si trovano negli spazi di pagine mandate al confino, autori un po’ maledetti, ma soprattutto scomodi ammassati nella polvere dell’indifferenza. Lo specchio sta in mezzo, riflette la coscienza di una comunità, degli scrittori, dei filosofi, dei poeti. C’è un ordine generato a mo’ di simpatia, di affari comuni, con pedanti bibliografie e parole sporche disseminate sui muri. Il luogo è un linguaggio che balbetta l’impalpabile sfumatura della cultura. Tutto è regolamentato per dare e non dare voce, per dividere e moltiplicare differenze e diversità. Regolamenti, norme, codici per un ritorno alla fascistizzazione della cultura, al libro del podestà, alla fantasmagoria del regime. Nel bel mezzo c’è lo specchio che nasconde le trame, occulta il dissenso, riflette assiomi banali. C’è il potere di trattenere e di non includere, in ossequio a scellerate norme di regolamento, idonee a ricostruire una scala e una proporzione politica per riaffermare il principio del nulla (nihil per excellentiam), della non contraddizione. Allora dove sono le voci dei libri, degli scrittori, dei filosofi, della gente? Quale altezza degli scaffali è necessaria? Quale altezza dei bisogni della gente è necessaria? Nel bel mezzo c’è lo specchio che ormai indica un luogo immaginario, di un tempo che è stato e che, con voce alta, chiede la presenza della gente. I libri vivono se vivono gli uomini, se la gente ha voglia di riunirsi, di incontrarsi per un abbraccio di pagine e di opinioni. Ritorniamo al libro, ai libri, alla gente, alle parole, alle opinioni. Ritorniamo liberi come eravamo un tempo, senza lacci e corone, senza fasci di parole inutili. Ritorniamo al luogo al quadrato, a quel luogo immaginato da Borges  con innumerevoli stanze esagonali, sviluppata in orizzontale e in verticale, per ritrovare tutti i libri  possibili: tutte le innumerevoli combinazioni di segni grafici possibili. Non perdiamo altro tempo. 

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