Un altro anno da scrivere: un libro  che consentirà una fine il 31 dicembre e poi proseguirà con nuovi capitoli. Scrivere? Bisognerebbe avere molto tempo. Impossibile! Rimane la memoria per quel poco che consente di ricordare e annotare i giorni vissuti frettolosamente con rabbia e amarezza, e qualcuno con serenità.

Un calendario che come un treno si ferma alla stazione della pazienza per riprendere fiato e sbuffare fumi di speranze. Giorni vestiti a festa, altri deludenti. E va così la vita dei giorni che al mattino rallegrano e nelle ore pomeridiane stracciano appunti di destino.

Continuiamo, è giusto crederci. Dopo tanti asfissianti auguri, sorrisi pronti per l’occasione, squallide formule augurali, pranzi, cene, tombole, regali, propositi di cambiare abitudini si ritorna allo stesso punto di partenza, ma più fiaccati.

Crediamoci per continuare a illuderci che tutto rimarrà come era prima.

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