Il momento giusto arriva sempre, non va atteso però seduti su un divano nuvola. La priorità è prepararsi e togliersi dal divano per camminare strade maestre, che al di là dell’orizzonte mostrano un accenno di futuro. Quel futuro è a portata di mano, va comunque ricercato e voluto. Lasciamo le stantie comodità della vita e lasciamoci prendere da un vento fresco di tramontana. Il respiro lo richiede per spazzare via l’aria stantia che sa di muffa. Invochiamo il vento. Quel vento amico degli uomini che non delude e feconda campi di semine feconde. Battiamo il record detenuto dalle mummie. La gente lo chiede. Diventiamo protagonisti di una svolta, di un incessante progresso culturale e sociale, politico. Strateghi e non tattici. Disegniamo nel cielo di speranza proiezioni geometriche non euclidee, con forme tonde e senza spigoli, no triangoli equilateri, bensì cerchi concentrici che fondono saggezza e sapienza. Tracciamo la linea di partenza per non andare verso l’abisso. Il tempo non ci aspetterà ancora per molto. Non indugiamo. Una nuova primavera dovrebbe comparire. Troppi autunni e inverni hanno gelato le coscienze. Orientiamoci a ritrovare un logos politico, una ragione, un linguaggio adeguato, ci vogliono parole nuove, immagini, pensieri, idee. Poniamo fine alle mappe concettuali strettamente collegate agli interessi personalistici delle lobby. Quelle mappe non reggono più né riusciamo a comprendere gli obiettivi finali.

Il momento giusto ci strizza l’occhio.

08/03/2024

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