Giancarlo da giovanissimo rappresenta la Natività in costruzioni di luoghi che ne evocano l’importanza. Una passione che lo vede impegnato per molto tempo nel suo laboratorio a dare di volta in volta un aspetto originale e diverso della Nascita di Gesù. Costruisce case, palazzi, vicoli e piazze in aderenza al paesaggio salentino, oltrepassando il simbolo ed evidenziando il significato.

Perché fare il presepe non deve essere soltanto una consuetudine. Deve sempre suscitare meraviglia e stupore. I presepi di Giancarlo nella loro rappresentazione geometrica alternano semplicità e significato di un evento importante. Gesù viene deposto in una mangiatoia, che in latino si dice praesepium, da cui presepe. Costruire il presepe vuol dire accostarci alla divinità. Dio si è fatto uomo e ci dà luce e speranza. Allo stesso modo degli angeli e dei pastori anche noi siamo chiamati a metterci in cammino per raggiungere la grotta. I Pastori diventano i primi testimoni dell’essenziale. I primi a incamminarsi e a comprendere la straordinarietà dell’evento. Gesù mite e umile di cuore. Ecco il significato vero del ‘fare il presepe’. E davanti al presepe percepiamo questo evento unico e straordinario cha ha cambiato il corso della storia. Dio rinuncia alla sua gloria per farsi uomo come noi. Il presepe ci educa a contemplare Dio e la bellezza dell’universo. Ci induce a comprendere oltre ogni pensiero il mistero della vita e della fede.

Giancarlo propone ogni anno di questi tempi i suoi presepi realizzati con semplici manufatti e con cuore. Abile costruttore della santità quotidiana, dando spazio per tutto ciò che è umano, dal pastore al fabbro, dal fornaio, alle donne che portano brocche d’acqua ai bambini che giocano. Guardando la scena del presepe siamo chiamati a riflettere sulle nostre responsabilità, sul nostro modo di essere, di fare, di decidere.

06/12/2023

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