L’aria è greve. I fiori geometrici, spigliati, profumati  di avvenire, sistemati in un vaso bianco con un sole, li riconosco.

Ci sono le rose invidiose, legate in fascetti verdi, gli steli uguali. Il giglio è rosso in viso, timido, tende a stare ai lati per respirare umiltà. La violetta irrompe con le sue manie di prima donna. Aperti, cercano il sole tiepido, giovane, quello della riviera per non tardare futuro e consumarsi nel profumo del mattino.

Fiori di desideri, inattesi. Del poeta l’essenza di poesia vergine.

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