Ogni cosa ha aggiunto peso al suo peso, tanto da rendere difficile il sostegno, che risulta gravemente compromesso. Impossibile reggere l’immensità del cielo, delle stelle e dei pianeti. Non bastano gli sforzi né gli intenti di speranza.
Ci vorrebbe un Dio, nuovo, propenso a sistemare il disordine e rendere accettabile quanto basta una sopravvivenza ormai giunta al limite, infarcita di chiacchiere e di nullità, di finanza spericolata, di Europa che non c’è.
Ci vorrebbe un indovino per continuare a credere. Ci vorrebbe un uomo nuovo per una epoca nuova, per dare continuità all’esistenza.
Ci vorrebbe una piazza d’incontro. Ci vorrebbe un dizionario di parole nuove che sappiano significare la giustezza e l’intensità della vita.
Ci vorrebbero mani nuove che sappiano ricostruire fondamenta. Ci vorrebbero menti nuove che sappiano ragionare.
Ci vorrebbe una vita che ci sfugge e non sappiamo rincorrerla né trattenerla. Ci vorrebbe molto, ma non abbiamo la cognizione del poco. Ci vorrebbe l’essenziale ma non abbiamo idea di cosa sia.
Ci vorrebbe un po’ tutto e siamo incapaci di procurarcelo.