In questi tempi di restrizioni e di mesta tristezza, di incertezza e di sofferenza, non è agevole trovare un po’ di fiducia e di speranza, in particolare con l’avvicinarsi della festa delle feste, il Natale. Però qualcosa si muove, accade senza clamore, ma con il fascino della tradizione. Allora, capita di vedere Gianpiero Pisanello muoversi per la via Nino Bixio che s’interseca con la via del tempo della cultura, dove è posta la biblioteca comunale con i suoi libri di un tempo. Gianpiero si muove nei pressi di una Cantina, detta Peparussu, in onore del nonno Ucciu, per allestire non un presepe, ma il presepe della tradizione tugliese, inghirlandando con le luci la strada, quasi a voler affrancare questa strada dalla desolazione e disperazione di un virus dispettoso. Una strada che assume un aspetto ieratico, ma soprattutto di speranza. Il Natale, anche in tempi bui e tristi come i nostri, impone di scavalcare ogni ostacolo, poiché il monito, o meglio il messaggio è: Voi pensate che i tempi sono cattivi, ma vivendo bene possono essere mutati.

Gianpiero da anni condivide la sua passione per le tradizioni con la comunità tugliese, lo fa con slancio, affinché ciò che il tempo tenta di sbiadire sia invece reso luccicante ed eterno. La tradizione non vuol dire far rivivere il passato, significa suscitare nuove emozioni, comprendere e condividere i valori che non hanno scadenza alcuna. Ecco, con il presepe abbiamo il bello che non ti aspetti e che ti meraviglia, ti scuote il cuore, e in un momento in cui siamo schiacciati da invidia,  superbia, violenza, paragonite, cattiveria, il bello certamente ripulisce il cuore, lo rende devoto al rispetto degli altri; ma non dobbiamo rincorrere la bellezza degli altri, che rischia di autodistruggerci, ma la propria che sta dentro di noi e con coraggio dobbiamo farla emergere. La nostra comunità ha la capacità di personalizzare una tradizione senza cadere negli eccessi, localizzare ed esportare la bellezza, valorizzare il buono. Insomma, studiare per diventare architetti di esperienze per imparare il futuro.

Visitiamo il presepe della Cantina Peparussu con il pensiero di cercare nella sua scenografia magica quel qualcosa che ci ci manca.

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