Città di romanzi e poesia. E poi c’è il Barça, un modello per il calcio europeo. Città capace di produrre rinnovamento nelle sue immobilità fluenti fra rappresentazioni gotiche e modernismo.

Le sue bellezze architettoniche e i capolavori artistici fanno da sfondo alla vita notturna tra le più animate.

Plaça de Catalunya, la piazza degli indignados nel maggio 2011 ha scosso le concezioni stratificate di un pensiero di benessere e divertimento, ustionando le velleità di tutti coloro che intendevano la città come luogo di spensieratezza.

(Plaza de Catalunya)

Barcellona ha osato ribellarsi. Il movimento degli indignados ha protestato contro il governo per la grave situazione economica in cui versa il Paese. Uno stacco, un corto circuito nell’ostentato benessere di sempre, un momento di ribellione contro disagi non più sopportabili.

In questa fase epocale molto difficile in cui ci troviamo a dovere fare i conti, l’unica urgenza che accomuna tutti è pagare i debiti. Si è consumato oltre ogni aspettativa e illusione. Il debito bussa prepotente alle porte di tutti.

(Teatre del Liceu)

Il mio sogno di andare a Barcellona deve attendere. Non è il momento giusto. Dovrò aspettare ancora per visitare il Teatre del Liceu, il tempio della lirica che nel 1800 era la principale scena wagneriana fuori dalla Germania. Così anche per la Biblioteca Arús, capolavoro dell’architettura modernista con 75mila volumi. E anche il desiderio di bere un caffè in un bar di Gracia, antico quartiere anarchico, dovrà attendere.

Continuerò a leggere Barcellona sui libri, e proseguirò lo studio della lingua. Nel dialogo mai interrotto con i miei sogni vivrò nelle sue piazze e nelle strade compulsive. Scriverò del suo fascino che fonde luoghi e lingue.

Appartato nella mia stanza sfoglierò le immagini del luogo che la mente mi proporrà e nei lunghi silenzi di novembre altri silenzi domineranno i desideri in un letargo lungo e gelido.

Attenderò fiducioso sotto questo cielo solitario che mi circonda di alberi di pino e case imbiancate di sole.

Dal tempo della mia piccola vita mi sposterò verso i grandi tempi della continuazione della speranza, affinché il linguaggio di un sogno diventi poesia all’orizzonte di una storia in attesa di fioritura.

Barcellona saprà attendermi ed io saprò ricompensarla.

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